1976

Benelli

250 Quattro

La nascita di questo modello si inserisce nel quadro di una manifesta volontà dalla proprietà di affrontare la concorrenza dei prodotti giapponesi sfidandoli con le stesse armi. Nascono così una serie di modelli con motorizzazioni a due, quattro e sei cilindri, attraverso i quali si voleva dimostrare al mondo la propria superiorità tecnica. Ma non fu un successo.

La più piccola quattro cilindri al mondo. Era l’ambito primato di cui poté fregiarsi questo modello al momento della sua commercializzazione, ma hai noi fu anche il solo. Si trattava di un mezzo che voleva fare della esasperazione tecnica una propria bandiera, ma la fretta con cui venne realizzato ed alcune scelte tecniche discutibili ne fecero una mosca rara, dati i pochi esemplari immessi sul mercato. Una moto nata da presupposti sbagliati, insomma, non tanto nell’idea di realizzare un motore plurifrazionato di cilindrata ridotta (dato che i giapponesi a distanza di pochi anni produssero dei gioiellini con le medesime caratteristiche), quanto perché si volle realizzare a tutti i costi un mezzo che doveva stupire. Andando ad analizzare il modello nelle sue forme infatti, si nota immediatamente un’estetica di rottura con gli stilemi convenzionali del tempo. La monoscocca in plastica, che nasconde il vero serbatoio ed ingloba la strumentazione nella sua parte superiore, tradisce le origini automobilistiche del designer. Si dimostrò infatti assolutamente deficitaria nella sua funzionalità, troppo larga e spigolosa in corrispondenza delle gambe, dotata di una sella poco imbottita e con una forma che non permetteva il corretto inserimento nel mezzo. Passando alla meccanica emerge l’altro grosso difetto di questa motocicletta, che si manifesta con consumi elevati ma soprattutto con l’evidente predisposizione a surriscaldare. Sono entrambi segni indicatori di una scarsa attenzione alla efficienza termodinamica, cui si aggiunge un’erogazione palesemente deficitaria nel passaggio dai bassi agli alti règimi. Dato atto ai tecnici di aver prodotto un gioiellino a livello meccanico, tocca prendere atto delle carenze realizzative che purtroppo inficiarono il progetto nelle sue fondamenta. La cosa risulta ancor più fastidiosa nel momento in cui si scopre che il mezzo, a livello ciclistico e prestazionale, si rivelò in grado di ben figurare con le migliori rivali del tempo. Telaio, sospensioni e freni erano all’altezza del compito loro assegnato e la macchina si lasciava guidare con gusto ed in sicurezza. Con questo modello la Benelli dimostrò al mondo come l’industria nazionale non fosse ancora pronta per confrontarsi ad armi pari coi migliori del settore, riproponendo purtroppo un vecchio adagio che vuole noi italiani dei “geni” della tecnica poco capaci di badare anche alla qualità realizzativa.

MULTIMEDIA

pdf : uso e manutenzione

pdf : manuale di officina

LINK esterni

siti web che trattano questa moto:

wikipedia.benelli250quattro

Youtube Benelli quattro

advrider.com

Trovate la prova di questa moto nelle seguenti riviste:

Motosprint    n° 43   del 1978

Scheda tecnica    dati riferiti al modello 1977
MOTORE
Tipo
quattro cilindri in linea disposti trasversalmente, ciclo a quattro tempi
Raffreddamento
ad aria
Distribuzione
monoalbero a camme in testa comandata da catena disposta centralmente
Alesaggio e Corsa
mm. 44 x 38
Cilindrata
cc. 231
Rapporto di compressione
10,5 : 1
Fasatura
/
Alimentazione
benzina super
Carburatore
quattro carburatori Dell’Orto PHBG 18
Lubrificazione
forzata con pompa ad ingranaggi, filtro olio a cartuccia
Trasmissione
primaria a catena, finale a catena
Frizione
a dischi multipli in bagno d’olio
Cambio
in blocco a 5 marce
Potenza dichiarata
/
Coppia dichiarata
/
IMPIANTO ELETTRICO
 
Avviamento
/
Accensione
/
Candela
/
TELAIO
 
Tipo
monotrave superiore con motore appeso
Sospensione anteriore
forcella telescopica Ø mm. 30
Sospensione posteriore
forcellone oscillante a due bracci con ammortizzatori telescopici
 
RUOTE e FRENI
 
Pneumatici
Michelin M38
Ruota anteriore
cerchio in lega a dodici razze, misura 2,75 x 18
Ruota posteriore
cerchio in lega a dodici razze, misura 3,00 x 18
Freno anteriore
a disco singolo Brembo Ø mm. 260
Freno posteriore
a tamburo centrale Ø mm. 150
 
DIMENSIONI e PESO
 
Interasse
mm. 1270
Altezza sella
mm. 710
Luce a terra
/
Capacità serbatoio
/
Peso a secco
kg. 117